METAL DETECTOR GEORADAR GPR > PROVE D'USO
 
 abbiamo fatto una sezione didicata alle prove duso degli apparecchi per facilitare nella scelta del metal detector giusto per i nostri clienti, chi vuole inviarci la prova tecnica del propio apparecchio e strategie dell uso, la pubblichiamo per evidenziarla per gli altri clienti riguardo al quale ne sonon interessati alla acquisto
 
 

 

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prova tecnica white's matrix m6

 
TEST TECNICI - METAL DETECTOR WHITE'S MATRIX M6
Nata negli Stati Uniti nel lontano 1950 e ormai sul mercato da quasi 60 anni, la White’s è una delle case produttrici di metal detector più conosciute e famose al mondo. Tutti i cercatori, anche quelli più giovani, sicuramente ne hanno sentito parlare almeno una volta. I suoi metal detector, fino a pochissimi anni fa, si distinguevano dagli altri per la linea estetica grezza. Caratterizzati da scatole di controllo eccessivamente grandi, con molti comandi, ma dalle elevate prestazioni, tant’e' che, ancora oggi, in molti chiedono la disponibilità di modelli purtroppo ormai fuori produzione. Solo negli ultimi anni le vecchie scatole comandi grandi e pesanti, sono state sostituite con nuove molto più piccole e leggere. Questo soprattutto grazie all’avanzamento della tecnologia che ormai permette di concentrare tutta la parte elettronica in spazi ridottissimi. Il modello MATRIX M6 si appresta ad affrontare una vera e propria sfida. A questo infatti è affidato il difficile compito di non far rimpiangere il vecchio e famoso White’s 6000, ancora molto richiesto. Vista l’ardua missione che è portato a compiere, il Matrix M6 lascia immaginare prestazioni di altissimo livello che se rispettate ne farebbero uno degli strumenti più venduti nei prossimi anni. Ora non rimane che verificare, su diversi campi, se queste previsioni sono state rispettate oppure se ancora una volta gli amanti dei metal detector White’s dovranno rimpiangere il vecchio display analogico del 6000.DESCRIZIONE ESTERNA

Il Matrix M6, come tutti gli ultimi modelli di metal detector, si presenta col colore nero e con le scritte oro ai lati dei comandi e con il cavo della piastra grigio. L’asta di sostegno è di tipo telescopico ed è scomponibile in tre parti. Le prime due sono in alluminio mentre la terza è di plastica molto resistente. E tutte e tre nere. La piastra di ricerca misura 9,5" (22,8 cm), a differenza di quelle montate nei modelli precedenti è più alta e robusta. Viene definita a stella in quanto in rilievo e nella parte superiore ci sono quattro nervature che possono rappresentare le quattro punte di una stella. L’impugnatura è nera spugnosa e antiscivolo in modo da poter garantire una buona presa all’operatore. Il bracciolo è nero e in alluminio. Il bracciolo viene fornito di cinghia in nylon, la quale, una volta fissata al braccio, permette un ottimo bilanciamento del peso del metal detector. Il display digitale è situato sopra all’impugnatura e sotto di esso ci sono, serigrafati, alcuni disegni e valori esplicativi del tipo di materiale che è possibile rilevare. Una cosa che salta subito all’occhio è che il display non è dotato di illuminazione quindi sarà difficile leggere i valori al buio. Dietro all’impugnatura è posto un interruttore a levetta che serve per effettuare il PINPOINT ( centramento dell oggetto ) e per resettare la macchina ed eventualmente passare alla modalità multi tono. Sotto al bracciolo realizzato in metallo di colore nero troviamo il box dei controlli. A differenza dei vecchi White’s, il Matrix M6 è stato notevolmente semplificato ed i comandi sono di molto ridotti. Troviamo infatti solamente due potenziometri. Uno che regola l’accensione e la sensibilità e uno per la discriminazione dei metalli. È presente anche un interruttore a levetta da utilizzare a seconda del tipo di terreno sul quale viene effettuata la ricerca. Nella parte alta del control box si trovano la presa per le cuffie che, come la maggioranza dei cercametalli, è da un quarto di pollice e lo sportellino che da’ accesso al vano batterie. L’alimentazione è fornita da 8 batterie stilo da 1,5 V alloggiate in un apposito contenitore posto all’interno della scatola comandi. Come per la grande maggioranza dei metal detector White’s, anche per il nuovo Matrix M6 la casa non fornisce in dotazione le batterie ricaricabili. Bisogna considerare il fatto che, generalmente, le batterie ricaricabili hanno una tensione più bassa( 1,2 V ) rispetto alle batterie normali ( 1,5V) quindi non è garantito il corretto funzionamento del metal detector o per lo meno non è garantita la piena autonomia. Questo potrebbe essere considerato un difetto, soprattutto per i cercatori più esigenti.Parte frontale del DISPLAY del metal detector MATRIX M6 WHITE'S
DESCRIZIONE INTERNA
La parte elettronica del Matrix M6 è costituita da tre schede elettroniche e da pochi componenti che rimangono sulla scatola comandi. Le prime due schede sono molto piccole, semplici e con poche saldature e sono quelle adibite al funzionamento del display digitale. La prima che è anche quella più grande, è costituita esclusivamente dal display ed è quasi priva di saldature. Nella seconda, leggermente più piccola, si trovano tre integrati, condensatori e resistenze. Anche qui le saldature sono poche ma comunque di ottima fattura. La scheda più grande è posta all’interno della scatola comandi. Come da caratteristica dei metal detector White’s, questa scheda è molto grande ma comunque realizzata con ottima cura. I componenti sono saldati su un’unica faccia e si nota subito la presenza di molti condensatori e di pochissime resistenze. Tra tutti i vari componenti è facile riconoscere il microprocessore posto in basso a destra. Rispetto a quelli montati sui vecchi modelli è molto più piccolo e questo dimostra come la tecnologia sia sempre in continuo miglioramento e come si cerchi sempre di ridurre il più possibile l’elettronica senza però andare a scapito delle prestazioni. Alla sinistra del microprocessore, posto al centro del box dei comandi, è stata posta la presa per le cuffie. Un'altra cosa che è facile notare sono i molti connettori a morsettiera 2, 3, 4 e 5 fili utilizzati per collegare al circuito stampato i due potenziometri, il selettore autotrack e l’ altoparlante, tutti componenti che rimangono nella parte alta del control box. L’utilizzo di questi componenti, comporta la presenza di molti fili volanti, cosa non bella da vedere ma di poco conto visto che la scatola comandi resta sempre chiusa. Anche il nuovo modello Matrix M6 come da caratteristica dei metal detecotr White’s è uno strumento di tipo motion con pinpoint non motion.. Sul box dei comandi si trovano solo un interruttore a levetta e due potenziometri, mentre sotto all’impugnatura è posizionato un ulteriore interruttore a levetta. L’accensione si effettua ruotando in senso orario il potenziometro SENS. Questo potenziometro, come si può facilmente capire dal nome, serve anche per regolare la sensibilità dello strumento. In una scala che va da 0 a 120 il valore consigliato è 100. Con questa sensibilità si ottiene la migliore ricerca senza essere condizionati da eccessivi disturbi. Il potenziometro DISC permette di regolare la discriminazione dei metalli ed è consigliabile posizionarlo sul valore 1 in modo tale da non eliminare una quantità elevata di materiali nobili e allo stesso tempo di eliminare completamente tutto il materiale ferroso. Sul box dei comandi troviamo anche un interruttore a levetta ( TRACK ) regolabile in tre posizioni BEACH, LOCK OFF e ON AUTO-TRACK. Questo comando serve per settare il metal detector in base alla mineralizzazione del terreno. La posizione ON è usata su terreni normali ( è di solito usata nel 90% dei casi ) in questa modalità il metal detector riconosce automaticamente il tipo di terreno e si adatta ad esso. La posizione LOCK blocca il riconoscimento automatico del terreno e deve essere usata quando vi sono interferenze come ad esempio quelle dovute ai campi elettromagnetici. La posizione BEACH deve essere utilizzata se si effettuano ricerche in spiaggia. Grazie a questo comando vengono infatti eliminate tutte quelle fastidiose interferenze causate dall’acqua salata. Uno dei vantaggi del Matrix M6 è la possibilità di utilizzarlo in modalità multi-tono. Posizionando infatti l’interruttore a levetta, posto sotto all’impugnatura, verso il basso si attiva questa modalità ed i materiali vengono distinti fino a sette toni diversi. Spostando la levetta dello stesso interruttore nella posizione centrale, si può effettuare una ricerca normale distinguendo solamente materiale nobile e ferroso. Se rivolto verso l’interno si attiva la modalità pinpoint, molto utile per una precisa individuazione dell’oggetto, senza troppe perdite di tempo per scavare. Oltre alla modalità multi-tono per riuscire a distinguere i materiali è possibile fare affidamento al display digitale. Su tale display compare sia un valore esplicativo del tipo di materiale ritrovato e un puntatore che si sposta sullo schermo a destra oppure a sinistra, in base alla conducibilità del materiali ritrovato (più si sposta a sinistra e più il materiale è ferroso ). Come ormai è consuetudine è giunto il momento della prova del nuovo metal detector su diversi terreni. Come campioni di riferimento useremo una moneta da 20 cent da 50 e da 1 euro.PROVE D' USO
Sabbia asciutta e battigia.
Il primo terreno preso in esame, è la spiaggia. Un terreno solitamente molto difficile per la grande maggioranza di metal detector. Di solito i problemi si evidenziano sulla battigia in quanto i disturbi dovuti alla salsedine, molto spesso non consentono di usufruire a pieno delle potenzialità del proprio metal detector, costringendo spesso il cercatore ad abbassare in maniera considerevole la sensibilità o ancora peggio a spostarsi verso la sabbia asciutta. Questo però non è il caso del Matrix M6. Il nuovo detector infatti, grazie al comando AUTO TRACK impostato su BEACH permette una ricerca stabile in prossimità dell’acqua di mare con risultati abbastanza soddisfacenti considerando il fatto che non si tratta di uno strumento subacqueo. Prima di cominciare la ricerca impostiamo il multitono (levetta sotto l’impugnatura rivolta verso il basso) e con il potenziometro della discriminazione spostato sul numero 1. Con i parametri impostati in questo modo tutti e tre i nostri campioni sono stati rilevati a discrete profondità partendo dai 15cm del campione da 20 centesimi fino ad arrivare a 22 cm per la moneta da 1 euro. Spostandoci sulla sabbia asciutta, com’è facile immaginare, le prestazioni migliorano. Tutti e tre i campioni vengono rilevati a profondità maggiori. Si passa ad una rilevazione di 20 cm per la moneta da 20 cent, 23 cm per i 50 cent e di circa 28 cm per la moneta da 1 euro. Sul display digitale il valore VDI varia indicativamente tra i +57 ed i +62 ed il suono della rilevazione ha un tono abbastanza alto proprio per indicare la bontà della rilevazione. 
Terreno di montagna.
Il secondo terreno in cui eseguiamo il test tecnico, è un terreno di montagna. Anche su questa tipologia di terreno il Matrix M6 raggiunge prestazioni soddisfacenti. Come noto a tutti i cercatori, i terreni di montagna risultano essere abbastanza insidiosi soprattutto quando si tentano i rilevamenti in presenza di arbusti, radici e cespugli che risultano spesso un ostacolo soprattutto se si lavora con strumenti di tipo motion. Questi problemi sono risolvibili ( anche se non proprio in maniera facile e comoda ) grazie alla levetta del pinpoint che permette di trasformare il cercametalli da MOTION a NON-MOTION permettendo così una più facile e precisa rilevazione dell’oggetto. Dopo aver seppellito con cura i vari campioni procediamo alla rilevazione. Come prima cosa però impostiamo la levetta auto track sulla posizione ON. La posizione ON è usata sui terreni normali e riconosce automaticamente il tipo di terreno adattandosi ad esso. Impostiamo il potenziometro della sensibilità il più possibile a destra possibile fino ad un punto da non avere più interferenze e disturbi. Tutte e tre le nostre monete vengono rilevate senza problemi e senza alcun disturbo. La prima prova effettuata è sul campione da 20 cent che viene rilevato a circa 17 cm di profondità, la moneta da 50 cent a circa 20 cm e la moneta da 1 euro a 25 cm. 
Terreno mediamente mineralizzato.
Eseguiamo la terza prova in un terreno mediamente mineralizzato. Una tipologia molto comune. Anche per affrontare questa prova è necessario impostare la levetta audio track sulla posizione On e anche in questo caso i campioni vengono rilevati a profondità analoghe alle precedenti. Ovvero la moneta da 20 cent viene sentito a circa 17 cm la moneta da 50 a 20 cm e quella da 1 euro a 25 cm.
 
Terreno altamente mineralizzato.
Conduciamo l’ultima prova su uno dei terreni più insidiosi. Quello ad alta mineralizzazione. Si tratta di una tipologia molto comune in Italia soprattutto nelle zone del centro e sud Italia. A peggiorare la situazione, nelle vicinanze del campo dove conduciamo la prova c’è anche la presenza di una linea elettrica dell’alta tensione. Per ovviare a quest’ ultimo problema è necessario impostare la levetta audio track sulla posizione LOCK OFF. La posizione LOCK OFF, blocca il riconoscimento automatico del terreno e deve essere usata quando vi sono interferenze. La ricerca risulta essere abbastanza difficoltosa e non fornisce risultati soddisfacenti.
La mineralizzazione del terreno dovuta all’elevata presenza di cocci infatti non permette di rilevare la moneta da 1 euro a più di 15 cm e per gli altri due campioni le profondità sono ancora minori. 
CONCLUSIONI
Dopo aver eseguito con cura tutte le prove, possiamo affermare che il nuovo MATRIX M6, pur essendo uno dei cercametalli di punta della White’s, è facile da usare e può essere utilizzato anche da cercatori poco esperti. La sua semplicità ed i pochi comandi sul display lo rendono infatti uno strumento facile da apprendere. Si tratta di un ottimo metal detector. Nettamente superiore ai GARRETT ACE150 e ACE250, che abbiamo gia’ avuto modo di testare. Ma del resto questo e' giustificato dal costo decisamente piu’ elevato. E’ uno dei MIGLIORI apparecchi attualmente in circolazione, e non fara’ certamente rimpiangere il vecchio metal detector WHITE'S 6000. Da consigliare sicuramente a tutti.

 
vedi www.whitesitalia.com e sito a prezzi concorrenziali www.mediaelettra.com



 

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prova tecnica garrett ace 250

 
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TEST TECNICI - METAL DETECTOR GARRETT ACE 150 e ACE 250
DESCRIZIONE ESTERNA
A prima vista notiamo subito che i colori predominanti nell' ACE 150 e nel modello ACE 250 sono il giallo e il nero. Questa in se è già una novità, perche' solitamente i metal detector prodotti dalla Garrett sono quasi sempre caratterizzati da un inconfondibile color verde. Colpisce positivamente la linea piuttosto squadrata utilizzata su questi metal detector. L'asta di sostegno è di tipo telescopico ed è scomponibile in tre diverse parti, in maniera tale da permettere il trasporto agevole dello strumento. L'asta finale è realizzata in materiale plastico di color nero, molto resistente agli urti, ed è collegata alla piastra di ricerca mediante una vite passante. L'asta centrale è realizzata in metallo ed ai suoi lati ha dieci fori passanti, che permettono di regolare la lunghezza del metal detector da parte dell'operatore. Le due aste sono collegate fra loro tramite un apposita clip metallica. Anche la parte superiore dell'asta è realizzata in materiale metallico, sempre di colore nero. L'impugnatura è in materiale spugnoso di colore nero, mentre il bracciolo è giallo su cui spicca la scritta in verde Garrett. La parte interna del bracciolo è avvolta da un apposito strato di spugna, ideale per rendere confortevole l'utilizzo del metal detector. Sul modello ACE 250 vi è anche l'apposita cinghia atta a fermare il braccio al metal detector mentre purtroppo sul modello ACE 150 non è disponibile. Il box dei comandi è giallo e sulla parte anteriore spicca un adesivo rosso su cui è serigrafato il nome del metal detector. Sul modello ACE 150 troviamo TRE pulsanti a ventosa sotto il display digitale ( rispettivamente MODE, SENSITIVITY e POWER ) mentre il modello 250 ha SEI pulsanti ( MODE SENSITIVITY DISCRIM POWER PINPOINT e ELIM ). Sulla parte posteriore del box dei comandi troviamo il connettore per la cuffia audio ( la cuffia deve avere lo spinotto da 1/4 ). In entrambi i modelli le batterie sono collocate in un apposito vano posizionato sulla parte frontale del box dei comandi. L'alimentazione viene fornita da quattro batterie di tipo stilo da 1,5 volt la piastra di ricerca è nera di tipo ellittico e misura esattamente 6 x 9". La piastra adottata da questi due metal detector assomiglia molto a quella utilizzata ultimamente sul modello dello GTAx550, anche se leggermente più piccola. La piastra rispetto a quella bianca piena da 8,5" utilizzata sui modelli ACE 100 e 300 consente di lavorare molto meglio sui terreni erbosi umidi. Testeremo però i metal detector su questa superficie più avanti. Come è sua consuetudine Garrett non fornisce di serie il salva piastra. La parte estetica di questi modelli ci ha colpito molto. Infatti sia ACE 150 che 250 risultano molto curati e ben rifiniti. A livello estetico le uniche differenze che troviamo tra i due sono state riscontrate nella quantita’ di pulsanti posizionati sul box dei comandi e dalla presenza della cinghia di sostegno nel modello ACE 250.

Parte frontale DISPLAY del metal detector ACE 150
Parte frontale DISPLAY del metal detector ACE 250
 
 
DESCRIZIONE INTERNA
 


ACE 150 La parte circuitale del Garrett 150 è costituita da un' unica scheda, molto ordinata. I componenti sono disposti bene e in maniera precisa. I componenti utilizzati nel circuito sono tutti di tipo smd e sono disposti su un unico lato. L'unico filo volante che troviamo è quello che porta l'alimentazione al circuito. Sulla parte bassa della scheda troviamo a destra il connettore della piastra e a sinistra la presa della cuffia. L'altoparlante è di tipo anti polvere e anti umidità e misura circa 8 Ohm ed ha una potenza pari a 0,2 Watt.
 


ACE 250 La parte circuitale è identica a quella del modello 150 però sul modello 250 vi sono più componenti.
 
DESCRIZIONE COMANDI
 
ACE 150
L'accensione e lo spegnimento del 150 si effettua semplicemente premendo il pulsante POWER. Appena acceso emette due beep consecutivi; solamente dopo il loro suono è possibile iniziare le ricerche. Il pulsante SENSITIVITY permette di regolare la sensibilità di ricerca. Sul display digitale vi è una piccola scala che rappresenta il valore di sensibilità impostato. Il valore è impostabile da 1 (minimo) fino a 4 (massimo) e per aumentare o diminuire la sensibilità basta premere il pulsante sensitivity fino a raggiungere il valore desiderato. Il pulsante MODE permette di scegliere il programma da utilizzare durante la ricerca. ACE 150 ha già tre diversi programmi pre-impostati che sono: ALL METAL, JEWERLY e COINS. ALL METAL è ovviamente indicato per una ricerca senza alcun tipo di discriminazione dei metalli, l'unica differenza che si ha è il suono, in base appunto, al tipo di materiale rilevato. Quando il metal detector è acceso sulla parte superiore del display ci sono 5 segmenti che servono all'identificazione del metallo. Utilizzando il programma all metal i segmenti sono presenti tutti e 5. JEWERLY è un programma che in automatico discrimina il ferro piccolo come un chiodo o una scheggia sentendo tutto il resto. Utilizzando questo programma il display automaticamente elimina il segmento più a sinistra. Il terzo e ultimo programma è COINS. Oltre ad eliminare il ferro elimina anche la carta stagnola. Infatti il display oltre ad eliminare il primo segmento a sinistra elimina anche il terzo. La scelta del programma avverrà in base al tipo di ricerca che si vuole eseguire. Sulla parte destra del display troviamo anche una piccola barra che identifica la profondità in cui è posizionato l'oggetto rilevato. Su questa barra troviamo 3 valori che sono 2" 4" e 6"+.

ACE 250
La parte relativa ai comandi del 250 è più completa rispetto al 150. Infatti i pulsanti sono ben sei. L'accensione e lo spegnimento del metal detector si effettua semplicemente premendo il pulsante PWR (power). Appena acceso, ACE250 emette due beep in rapida successione. Solamente dopo il loro suono è possibile iniziare le ricerche. Il pulsante SENSITIVITY permette di regolare la sensibilità di ricerca del metal detector. Il valore della sensibilità è regolabile in ben otto posizioni e sul display vi è una piccola scala che indica il valore di sensibilità impostato. Per aumentare la sensibilità basta premere il lato destro del pulsante, mentre per diminuire la sensibilita', il lato sinistro. Il pulsante MODE permette di selezionare il programma di ricerca . ACE 250 ha già 5 diversi programmi pre impostati e sono: all metal, jeverly custom relics e coins. ALL METAL è ovviamente indicato per una ricerca senza alcun tipo di discriminazione dei metalli, l'unica differenza che si ha è il suono, in base, appunto al tipo di materiale rilevato. ACE 250 ha ben 12 segmenti che identificano il tipo di metallo rilevato sul display così rispetto al modello 150 l'identificazione è molto più precisa e affidabile. JEWERLY è un programma che in automatico discrimina il ferro. Sul display vengono eliminate le prime due tacche a sinistra. Il programma CUSTOM è preimpostato direttamente dalla Garrett però è sconsigliato da utilizzare in quanto la discriminazione utilizzata è troppo marcata e sicuramente oltre al ferro viene ignorato anche qualche oggetto molto interessante ( ad esempio un anellino d'oro ). RELICS è un programma che discrimina solamente la prima tacca a sinistra quindi tende ugualmente a rilevare qualche oggetto ferroso più ovviamente tutti gli oggetti preziosi. COINS è molto simile a custom perciò utilizza una discriminazione molto marcata ed è sconsigliato da utilizzare. Una volta scelto uno di questi programmi è possibile personalizzare ulteriormente la discriminazione infatti utilizzando il pulsante DISCRIM è possibile muovere verso destra o verso sinistra il cursore sulla scala dei metalli, poi successivamente premendo il pulsante ELIM è possibile eliminare metalli indesiderati. Quando il metal detector viene spento le modifiche ai programmi pre impostati vengono perso e a parte quelle apportate al programma CUSTOM. Come già descritto nel modello 150 anche questo fornisce indicazioni sulla profondità a cui è posizionato l'oggetto rilevato, infatti sulla destra vi è una barra sulla quale vi sono 4 diversi indici di profondità : 2", 4", 6", 8"+. L'ultimo comando che prendiamo in considerazione, è il PINPOINT. Come è già noto questo metal detector utilizza una ricerca di tipo motion quindi centrare perfettamente l'oggetto può risultare un pò difficoltoso specialmente all'inizio. Per facilitare questa operazione occorre tener premuto il pulsante PINPOINT quando viene rilevato un oggetto, così facendo il metal detector emetterà un segnale molto intenso quando l'oggetto stesso si trova esattamente al centro della piastra, e man mano che ci si allontana dal centro l'intensità del suono diminuisce. Rispetto ai modelli precedenti ( ACE 100 e 300 ) questi due nuovissimi metal detector risultano più pratici e completi infatti il display digitale risulta essere utile, specie all'inizio, nell' identificazione del metallo. In particolar modo ACE 250 è un metal detector assai completo, sopratutto perche' ha la possibilità di personalizzare completamente la discriminazione ed inoltre ha il PINPOINT. Particolare questo, ASSOLUTAMENTE da non trascurare.
 
PROVE D' USO
 
Terreno mediamente mineralizzato
ACE 150: iniziamo con impostare al massimo la sensibilità di ricerca, visto che questo terreno ce lo permette. La prima prova la eseguiamo utilizzando il programma di ricerca all metal ( tutti i metalli ) e notiamo subito che tutti i campioni utilizzati vengono rilevati in maniera molto precisa e corretta fino ad una profondità di circa 17-18 cm. Il display identifica perfettamente gli oggetti, infatti il chiodo ferroso viene segnalato tramite l'accensione della tacca in corrispondenza al valore 1, la moneta e l'anello d'oro vengono segnalati entrambi sul valore 4. Successivamente utilizziamo il programma jewerly cioè quello che discrimina la prima tacca a sinistra ossia il ferro. Gli oggetti nobili vengono ugualmente rilevati fino a circa 15 cm mentre il chiodo viene discriminato ( in ogni modo il display indica la presenza di ferro tramite l'accensione della tacca relativa ). In entrambe le prove notiamo che la barra che indica la profondità è abbastanza attendibile.

ACE 250: anche con questo metal detector la prima cosa che regoliamo è il valore di sensibilita'. La tariamo infatti al massimo, impostiamo ora il programma di ricerca in all metal e notiamo subito che il metal detector è molto stabile. Tutti i campioni vengono rilevati nella maniera corretta. Sul display il ferro viene segnalato all' estrema sinistra mentre l'anellino d' oro e la moneta vengono segnalati nella stessa posizione. Gli oggetti vengono correttamente rilevati fino a circa 22 cm. Successivamente utilizziamo il programma jewerly e ripetiamo le medesime prove. Il ferro viene discriminato anche se il display ne segnala la presenza tramite l'accensione del cursore mentre gli altri due campioni vengono rilevati correttamente fino ad un massimo di 18-19 cm. Il pinpoint funziona in maniera molto precisa ed infatti grazie ad esso localizziamo subito gli oggetti e non perdiamo tempo a scavare.
 
Terreno montano con erba alta
ACE 150: ripetiamo le stesse prove in discriminazione ed in all metal anche su questa superficie e notiamo subito che ACE 150 risulta molto stabile anche nei punti in cui l'erba è molto alta. Successivamente abbiamo provato ACE 150 anche in condizione di erba bagnata, per capire se il terreno umido poteva dare fastidio. Le prestazioni si sono rilevati buone infatti le ricerche non hanno dato alcun tipo di problema. Le profondità di rilevazione sono rimaste le stesse già riscontrate nella prova precedente.

ACE 250: anche con l'ACE 250 eseguiamo nuovamente le tarature già utilizzate nella prima prova e abbiamo notato che i campioni vengono rilevati in maniera precisa e attendibile sia in discriminazione sia in all metal. Garrett ACE 250 risulta essere assai stabile anche se la superficie è bagnata. Il metal detector è molto preciso anche quando l'erba va a toccare il cavo della piastra infatti lo strumento non emette alcun falso segnale.
 
Terreno molto mineralizzato
Ace 150: sul terreno altamente mineralizzato, si sa che i metal detector soffrono molto e la qualità delle prestazioni diminuisce notevolmente. Utilizzando Ace 150 in all metal notiamo che si riesce a penetrare uno strato di coccio di appena 3-4 cm però la rivelazione non è precisa, infatti sia l'anello che la moneta vengono rilevati col tono del ferro e il display segnala questi oggetti tramite l'accensione della tacca di sinistra cioè quella relativa al ferro. Utilizzando poi il programma jewerly notiamo che ACE 150 non rileva più niente infatti ne' la moneta ne' l'anello vengono segnalati ( sul display però viene segnalata la presenza di ferro ).
ACE 250: nemmeno utilizzando ACE 250 le prestazioni migliorano molto, infatti esso presenta gli stessi limiti già denotati col modello 150. L'unico miglioramento lo si ha nella ricerca all metal infatti gli oggetti vengono segnalati sotto uno strato di coccio di circa 5-6 cm anche se vengono ugualmente identificati tutti come oggetti ferrosi.
 
Sabbia asciutta e bagnata
ACE 150: il test su sabbia asciutta non presenta alcun tipo di difficoltà. Infatti il Garrett ACE 150 fornisce ottime prestazioni sia in discriminazione del ferro sia in all metal. Le profondità di rilevazione dei nostri campioni sono le medesime già riscontrate sul terreno mediamente mineralizzato. Qualche problema lo troviamo man mano che ci avviciniamo alla battigia, infatti è necessario diminuire la sensibilità, con conseguente perdita di profondità. Purtroppo nel bagnasciuga lo strumento diventa molto instabile.
I falsi segnali si susseguono e non è possibile effettuare ricerche precise.

ACE 250: anche questo modello fornisce prestazioni assai valide su sabbia asciutta. Infatti i campioni vengono rilevati tutti in maniera molto precisa. Il pinpoint ancora una volta si dimostra assai utile. Purtroppo nemmeno ACE 250 permette di effettuare ricerche precise sul bagnasciuga infatti i falsi segnali si susseguono e la rilevazione diventa difficile.
 
CONCLUSIONI
Al termine delle prove possiamo affermare che i due metal detector sono particolarmente adatti a tutti i ricercatori alle prime armi. Rispetto ai modelli 100 e 300 abbiamo constatato che sono state apportate diverse migliorie. Le prestazioni e la stabilità di ricerca risultano infatti superiori. Le prove sul campo hanno fornito ottimi risultati, specialmente sul terreno mediamente mineralizzato, in montagna e in spiaggia. La parte estetica è stata migliorata notevolmente e il display indica in maniera precisa e affidabile il tipo di metallo rilevato. Sebbene entrambi siano digitali le regolazioni risultano molto semplici e intuitive. Tra i due modelli, ACE 250 è quello più completo. Infatti rispetto al modello 150 è dotato di pinpoint,, conta più programmi, prestazioni leggermente migliori e per quanto riguarda la discriminazione è regolabile a seconda delle varie esigenze.

 
vedi sito ufficiale www.garrettitaliana.com e sito a prezzi concorrenziali www.mediaelettra.com



 

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